La RandoLevante 2016 - Resoconto Featured

Lunedì, 12 Settembre 2016 07:00
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Mille dubbi, mille preoccupazioni. Ce la faremo? Saremo in grado? 
Ci siano dimenticati questo, ci siamo dimenticati quello.
Non parliamo del panico finale: incendio sul Bracco al venerdì, il venerdì sera Stefano Bigliazzi ed Antonello Mariotti studiano un delirante percorso alternativo (sì, ok, è fattibile, ma inventarselo due giorni prima.... )
C'è chi passa la notte a posizionare le frecce, i cartelli, i Carabinieri che chiedono spiegazioni, Ok, va bene, tutto in regola, tanto al massimo arrestano il Presidente... tranquillo Antonello Mariotti non ti mancheranno né le arance né gli avvocati. 
 Il sabato pomeriggio. Ma come non hai portato, ma come facciamo domani, ci siamo visti apposta oggi! 
Manca la pasta, no ecco le trofie, manca l'acqua, no l'acqua è arrivata, manca il dolce, no ne abbiamo più del previsto, vabbe', qualcuno si sacrificherà. 
 Mirko l'informatico porta la stampante.... belin non passa dalla porta! 
 Domenica mattina, sveglia alle 5,00 alle 6,00 tutti schierati, chi scrive al computer (Antonello, Mirco Lulli), chi predispone i tavoli (Ullo, Annina), chi sta davanti alla porta e fa l'entreneuse in pantaloncini corti (Billy ma con tutte le belle donne in squadra proprio lui? ) 
Cominciano ad arrivare ciclisti ed è piacevole. Sorriso sulle labbra, chiedono dove si può parcheggiare, arrivano da Milano, Cuneo, Alessandria, Ovada, Rapallo, addirittura da Rovereto. Dai, fa piacere che vengano da tutta Italia, è proprio quello che volevamo. 
Naturalmente arrivano gli amici di altre squadre, @Speedwheel Genova, @Molassana, Geo Davidson, che scelgono la nostra rando nonostante le numerose sfortunate concomitanze in giornata.
Poi arrivano quelli dei nostri che pedalano, per fortuna siamo tanti, alcuni organizzano ma molti possono pedalare anche grazie al supporto delle splendide coniugi che si dedicano all'attività di cucina. 
Insomma si parte, più della metà parte alle 7,30, altri partono un po' dopo, gli ultimi alle 8,00.
Si formano dei gruppetti, chi va di più chi va di meno, chi si aspetta, chi si perde (anche se quando si perdono in due, un maschio fisicato ed una femmina sexy, a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca ).
La temperatura in partenza è accettabile, il traffico sull'Aurelia ancora non c'è, si pedala bene fino a Sestri Levante, sul panoramico lungomare che troppo spesso non si riesce a godere perché trafficato oppure perché travolti dall'ansia da prestazione (sportiva intendo )
In questa fase, unico disguido da segnalare, una occasionale foratura di Schleck.
Si sale sul Bracco, il sole comincia a salire alto, un po' di odore di bruciato dell'incendio che ancora i Canadair stanno finendo di spegnere, ma il verde ed il panorama del mare in lontananza fanno superare le difficoltà.
Al primo controllo Marco Peirano e Calla' Renato timbrano i cartellini, i ciclisti si fermano al bar, mangiano, sono rilassati. Che differenza con lo stress delle Gran Fondo.
Gli atleti del corto tornano indietro girano verso Masso, la discesa affrontata dal Giro d'Italia alcuni anni fa, bella, nel verde, impegnativa, ma senza l'ansia della gara diventa un esercizio divertente e non pericoloso.
Molti dei nostri sono nel corto, viene segnalata una Suze van Patten incontenibile, che tira il collo alla Antonella Capurro ed agli altri accompagnatori del gruppetto in fuga.
Più tranquillo il gruppetto dietro, c'è chi sta bene e chi soffre di più.
La Valfontanabuona è lunga, è calda, il Bar di Carasco dove Claudio, Corrado e Paolino timbrano il cartellino fornisce la possibilità di ritemprarsi, le fontanelle il rinfresco necessario.
Tra i punti di controllo ci si comunica: passato il primo, passato il 10°, passato l'ultimo. Si riesce così a prevedere l'orario dei passaggi ed intervenire se si capisce che c'è qualche problema.
Alla fine 34 persone concludono il percorso corto, tutte sane e salve, giustamente stanche, dai commenti al traguardo tutte soddisfatte.
I veri randonneur sono però i 22 che si dedicano la percorso lungo. 
Si scende dal Bracco a Levanto e si risale fino alla Galleria verso Carrodano. Non è durissima, ma il sole picchia, si è proprio sul mare, gli atleti quando arrivano al controllo di Carrodano, dopo 97 km e 1.700 metri di dislivello, cominciano ad essere provati.
Oltretutto, poveri atleti, al controllo di Carrodano, trovano il bravo Carlo ma anche Billy che comincia a rimbecillirli di informazioni. "Adesso si gira a destra, poi c'è Mattarana, poi Ziona, Carro ecc. ecc." "Qua la fontanella, qua il bar, datemi il cartellino". "Avete 2 persone davanti 5 minuti, ne stanno arrivando dietro altri 3" 
Anche se il randonneur cerca la pace ed il silenzio, rispondono ed ascoltano, tutti gentili, rilassati, si chiacchiera, Fanno anche finta di gradire le informazioni, anche se il vero randonneur ha imparato a memoria il roadbook oppure, quello modernizzato, ha impostato perfettamente il Garmin
Passano quelli forti, passano quelli più tranquilli, quasi tutti prendono qualcosa al bar, passa quello che arranca a ruota dell'amico forte, passa una ragazza tranquilla e serena che tira il collo a due suoi amici affaticati, arrivano un po' di amici e compagni di squadra.
In questa fase, unico disguido da segnalare, una occasionale foratura di Schleck (2).
In coda arriva il nostro "Charlie", con i suoi "Angels" Renato e Marco che hanno concluso il controllo sul Bracco e ritirano i cartelli lungo la strada. Certo, non sono Farrah Fawcett e Jaclyn Smith (e neanche Cameron Diaz e Drew Barrymore) ma sono più che sufficienti per le necessità del momento . 
Arriva il momento più difficile per i randonneur. Si sale e si scende nel caldo, affaticati, peraltro su strade completamente senza macchine, nel verde, ben segnalate. Mattarana, Colle della Mola, Valico di Velva, uno dietro all'altro. Negli altri gruppetti di coda si trovano Sergio e Matteo in uno, Luca e Mirco nell'altro che fanno da accompagnatori degli atleti più meritevoli, quelli che faticano in coda.
Nel frattempo a Carasco, ultimo controllo, scoppia il finimondo. Un mezzo diluvio prende tutti gli atleti, dai primi ai penultimi, verrà risparmiato solo Charlie, evidentemente gli angeli lo hanno protetto anche dalla pioggia.
Nonostante la pioggia, in questa fase, unico disguido da segnalare, una occasionale foratura di Schleck (3).
A Carasco gli ultimi dovranno anche subire un trauma. 
Billy finito il controllo a Carrodano, si fionda a Carasco, gli atleti (tranne i primi, già passati) arrivano sotto l'acqua e lo spiritosone li saluta chiedendo perché sono tornati a Carrodano. Troppo bravi, non hanno neppure la forza di mandarlo a cagare come meriterebbe. 
 Le notizie sulla pioggia si susseguono, un mezzo diluvio anche a Genova, basta vedere allo stadio la partita sospesa e rinviata.
Ma i ciclisti, ed ancor più i randonneur, sono mica calciatori, pedalano fino alla fine senza lamentarsi, anzi arrivano allegri e sorridenti anche se sono infradiciati.
Troveranno come premio le trofie Pastificio Novella al pesto, le torte Digusto e delle nostre donne, le foto di Luigi Massoloi. 
Gli ultimi avranno la fortuna di reincontrare Billy anche al traguardo e si chiederanno perché è toccato proprio a loro. 
 Si conclude con una piccola festicciola con le trofie avanzate, così possono gustarsele anche gli organizzatori.
Anche nella fase di chiusura dei locali tutto a posto, unico disguido da segnalare, una occasionale foratura della moglie di Schleck appena arrivata in auto (4).
Nel ringraziare tutti i partecipanti, un ringraziamento particolare al nostro mitico Calla' Renato che ha sognato per primo questa iniziativa, alle nostre donne che hanno 
lavorato, al Presidente Antonello Mariotti ed al Vice Presidente Beppe che si sono assunti le responsabilità ed infine una precisazione. 
Tutto ciò che è stato raccontato qua è assolutamente vero.
In particolare Schleck non è un personaggio dei fumetti ma è il nostro Capitano e le forature sono vere tutte e 4.
Billy, infine, non solo è vero, non solo ha molestato i randonneur in tutte i luoghi e modi possibili, ma ha pure scritto questo delirio.

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